Regione Lombardia modifica la legge regionale n. 6-2010

Con L.r. n. 9/2019 “Legge di revisione normativa e di semplificazione 2019” Regione Lombardia ha apportato delle modifiche ad alcuni articoli della L.R. n. 6/2010 “Testo unico delle leggi regionali in materia di commercio e fiere.

Le modifiche introdotte, di carattere puntuale, riguardano, in particolare:

  1. gli articoli 18 bis e 18 ter relativi al calendario delle fiere e delle sagre;
  2. l’articolo 126 relativo alla pubblicazione del calendario delle manifestazioni fieristiche;
  3. gli articoli 21 e 27 relativi all’attività di commercio su area pubblica;
  4. l’articolo 37 relativo all’istituzione e la gestione dei mercati agroalimentari all’ingrosso;
  5. l’articolo 87 relativo alle autorizzazioni per l’installazione di nuovi impianti di distribuzione carburanti;
  6. l’articolo 148 ter relativo alle attività storiche e di tradizione.


1. Con riferimento agli articoli 18 bis e 18 ter si è inteso semplificare le procedure collegate alla formazione del calendario regionale delle sagre e delle fiere, permettendo il costante aggiornamento, durante tutto l’anno, del calendario medesimo, al fine di consentire l’organizzazione, e l’inserimento in calendario, di ulteriori eventi non previsti prima del 30 novembre dell’anno precedente (termine ultimo per la predisposizione, da parte dei comuni, dell’elenco delle fiere e delle sagre che si svolgeranno nell’anno successivo). E’ stato, poi, specificato per ulteriore chiarezza applicativa che, in caso di svolgimento di sagre al di fuori del calendario regionale, la sanzione deve essere applicata solo nel caso in cui l’evento non sia presente nel calendario medesimo perchè l’organizzatore non l’ha comunicata al Comune.

2. All’articolo 126 viene modificato il termine entro cui deve essere pubblicato il calendario regionale delle manifestazioni fieristiche, al fine di allineare tale termine con quello (15 dicembre) entro cui, ai sensi della DGR 2 agosto 2016, n. 5519 in relazione a quanto previsto dall’art. 18 bis della stessa l.r. 6/2010 per le fiere e sagre su area pubblica, i comuni trasmettono i relativi dati, su apposita piattaforma informatica messa a disposizione dalla Regione.
Sempre all’articolo 126 si prevede che, al fine di semplificare l’attività di comunicazione alla Regione delle manifestazioni fieristiche locali, per la predisposizione del calendario regionale, i comuni trasmettano direttamente alla Regione l’elenco delle manifestazioni fieristiche locali entro il 15 dicembre dell’anno precedente a quello in cui tali manifestazioni si svolgono.
Si coglie l’occasione per informare che a tal fine è prevista la realizzazione di un unico applicativo informatico all’interno della piattaforma MUTA che permetterà la gestione e l’invio, da parte di ciascun Comune, dell’elenco delle Manifestazioni Fieristiche Locali e delle Sagre e Fiere su area pubblica (queste ultime ora gestite da un applicativo separato) che si svolgono in Lombardia; inoltre, dal momento che la piattaforma MUTA gestisce anche altri applicativi inerenti il commercio (MERCap – gestione mercati su area pubblica, Carta Esercizio ed Attestazioni commercio su area pubblica, Rilevazioni dell’Osservatorio Commercio), i Comuni potranno consultare e gestire le informazioni in modo integrato e con performance di utilizzo e monitoraggio più semplici. In ogni caso, con riferimento alla gestione informatica di tali procedure, sarà inviata a tutti i comuni, apposita comunicazione di dettaglio maggiormente esplicativa.

3. Con la modifica all’articolo 21 si prevede che, per maggior garanzia di correttezza e regolarità, la carta di esercizio debba essere esposta sull’attrezzatura di vendita in maniera ben visibile.
Le modifiche all’articolo 27 riguardano, invece, le sanzioni. In particolare è stato previsto che in caso di violazioni di particolare gravità, il Sindaco possa sospendere l’attività per un periodo non superiore a 20 giorni di presenza sul posteggio o, per il commercio in forma itinerante, di esercizio dell’attività. Ciò al fine di chiarire meglio l’applicazione della precedente dizione: “20 giorni di calendario”, che, nel tempo, ha comportato qualche difficoltà applicativa.
Sempre in materia di sanzioni, tra quelle di particolare gravità, è stato aggiunto anche il mancato pagamento dei tributi e di altri oneri comunali relativi all’attività oggetto dell’autorizzazione commerciale.
Si raccomanda al Comune la massima diligenza nella attivazione dei controlli sul territorio e nell’applicazione delle sanzioni previste dalla legge regionale, al fine di garantirne la corretta applicazione in ogni ambito e una maggiore efficacia nel contrasto a forme di concorrenza sleale.

4. In riferimento alla modifica all’articolo 37 si segnala che, in coerenza con l’evoluzione normativa in materia di società a partecipazione pubblica, è emersa la necessità di facilitare il processo di trasformazione dei mercati agroalimentari all’ingrosso, mantenendo comunque il ruolo del soggetto pubblico, ancorchè non in posizione maggioritaria, e favorendo l’ingresso di operatori privati, i quali comunque saranno tenuti al rispetto del principio di cui al comma 7 dell’art. 37, secondo il quale la gestione dei mercati non può perseguire fini di lucro e i proventi della gestione devono essere riutilizzati per il miglioramento e adeguamento dei servizi offerti al mercato.

5. La modifica relativa alla disciplina regionale in materia di autorizzazioni petrolifere per impianti di distribuzione carburanti (abrogazione del comma 4 dell’articolo 87 della l.r. 6/2010), si è resa necessaria al fine di allineare la disciplina regionale alle attuali procedure di svolgimento della conferenza di servizi di cui agli articoli 14 e seguenti della L. 241/1990, cui il comma 2 del citato articolo 87 già attualmente rinvia.

6. Infine, con la modifica relativa al riconoscimento delle attività storiche e di tradizione, è stato previsto all’art. 148ter, che anche le singole imprese (oltre alle Camere di Commercio, agli Enti Locali e alle Associazioni di rappresentanza delle imprese e dei consumatori) possano proporre la propria candidatura finalizzata al riconoscimento di attività storica.